Una nuova, spettacolare avventura targata H.S.L. … Ladies and gentlemen … LA VIA DEGLI DEI !!!
C’è una voce che chiama; è prepotente, è insistente. Chiama da tanto tempo, ma ultimamente ha aumentato il volume, e urla proprio dentro l’orecchio destro. La senti ogni volta che alzi gli occhi verso il cielo e vedi uno sprazzo di azzurro tra le nuvole gonfie di pioggia; la senti ogni volta che vai in cantina a prendere la marmellata e sposti quegli scarponi, e ti dici che andrebbero un po’ portati, altrimenti perderanno la forma del tuo piede; la senti ogni volta che sei incastrato da ore nel traffico dei viali e ti dici “facevo prima a piedi…”; la senti ogni volta che il pollice corre frenetico sullo schermo dello smartphone e lo adori, ma avresti anche voglia di gettarlo nel fiume; la senti ogni volta che sei costretto a correre, correre, correre, quando invece vorresti solo sederti, respirare e appoggiare la schiena al tronco di un albero; la senti quando ti divori un’insalata pronta in un bar del centro e invece sogni tagliatelle e funghi…la senti.
Allora, corri a prendere gli scarponi, prepara lo zaino, inizia a fare un po’ di cyclette, perchè dal 5 al 9 di giugno dovrai cimentarti in una magnifica sfida: dovrai raggiungere Piazza della Signoria, a Firenze, da Piazza Maggiore, a Bologna, passando dalla vecchia via Flaminia Militare, in un trekking di cinque giorni sui magnifici sentieri dell’Appennino, tra panorami mozzafiato, buona cucina e tradizioni millenarie…
Se vuoi saperne di più clicca qui, ma intanto goditi la locandina….
E’ arrivata al traguardo la prima edizione 2013 dell’ INDIA MOTO CHALLENGE !!!
Alcune statistiche
- 7 Royal Enfield
- 12 Concorrenti
- 1897 chilometri
- 4 stati dell’unione Indiana
- 286 matite, pennarelli e matite a cera per i bambini della casa famiglia
- 1 tablet per i bambini della casa famiglia
- 850 euro per il progetto di alfabetizzazione informatica per i bambini della casa famiglia
- 2 forature
- 1 cavo della frizione sostituito
- 1 filo della batteria a pezzi
- 1 perdita importante di olio motore
- 1 stravaso di olio motore nel filtro dell’aria (!!!)
- 16 chili di olio motore consumati
- 8 fusibili fulminati
- Nessun ferito
- Un milione di emozioni
- 11 nuovi amici
- L’impossibilità di rimanere indifferenti a questo magnifico popolo e alla sua terra
- Il ricordo indelebile di un’avventura unica sulle strade dell’India del Nord in sella ad una mitica Royal Enfield
Per rivivere le emozioni, le disavventure e il diario di viaggio della gara benefica più entusiasmante del mondo clicca qui. Puoi leggere i diari di viaggio anche qui e qui. Se non vuoi perderti la seconda edizione, dal 1 al 13 novembre 2013, clicca qui. Per informazioni generiche su Hic Sunt Leones clicca qui. Per informazioni su Isla Ng Bata onlus clicca qui. Per le altre fantastiche, imperdibili avventure di Hic Sunt Leones clicca qui.
28 marzo – la fine
Cari amici, abbiamo notato che il post di ieri ha suscitato reazioni non certo tiepide, e ne siamo felici, perché anche noi abbiamo, come dire, accusato un po’ di emozione, anche “post esposizione”, visto che per tutto il giorno siamo stati come inseguiti dal pensiero dei piccoli di Gurgaon, e abbiamo riguardato tante volte le foto. Foto che tra l’altro sono poche, pochissime, perché prima di entrare l’intenzione era di fondere la macchina fotografica, poi, invece, il fare la foto sembrava quasi un gesto fuori luogo, da turisti del cavolo, da occidentali paternalisti, da europei pietisti.
Abbiamo allora deciso di postare le foto rimanenti, quelle che ieri non abbiamo messo.
Non sono belle foto, alcune sono sgranate, alcune mal centrate, e anche con Snapseed non siamo riusciti a renderle “ficcanti”, ma tant’e', noi le abbiamo riguardate cento volte, e se voi, gentili lettori avrete voglia di riguardarle solo un’altra volta, sarà una vittoria per tutti.
Ciao a tutti, ci vediamo in Italia…
27 marzo – Gurgaon
A trenta chilometri da Delhi c’e’ un uomo che con sua moglie sta facendo grandi cose.
A diecimila chilometri da Delhi c’è un gruppo di persone che stanno facendo grandi cose.
Il primo si chiama Ananda Das, e gestisce insieme alla moglie una casa famiglia ed un centro diurno per i bimbi di strada di Gurgaon, a trenta chilometri da Delhi.
I secondi si chiamano Isla Ng Bata, e sono una onlus Italiana che fa si che il primo possa fare grandi cose.
Partiamo con calma nella mattinata di oggi da Delhi per raggiungere Gurgaon, quella che fino a qualche anno fa era una polverosa cittadina quasi inglobata nella periferia di Delhi, e che oggi si e’ trasformata e si sta trasformando nel centro finanziario e commerciale dell’area della capitale Indiana. Enormi palazzi acciaiovetrosi e cementoferrosi fanno da sfondo, in una pianura nebbiosa e caldissima, a baracche, tende e rifugi improvvisati di coloro che vivono per strada, e sono tanti, in India sono tanti. Ogni tanto, tra giardini stile piazzola autostradale e palazzi stile Las Vegas, un gruppo di case piccolo borghesi.
E’ proprio la’ che ci stiamo dirigendo, a casa di Ananda Das, un giovane uomo con moglie e due figli che dieci anni fa, dopo che un uragano ha colpito senza pietà il suo stato natale (Orissa, India centro orientale), ha deciso di partire e di reinventarsi in quella parte d’India che ogni anno accoglie migliaia e migliaia di persone in cerca, se non di fortuna, perlomeno di qualcosa da mangiare.
Pochi, pochissimi ci riescono, lui ce la sta facendo.
Ora, in una casa di tre stanze con due bagnetti, ogni giorno accoglie tra i dodici e i quindici bambini e un insegnante, e li fa studiare, e li fa studiare davvero, con tanto di registro di classe, cancelleria, programma didattico e suppellettili scolastiche come banchi, sedie e cattedra.
Entriamo, dopo che ci siamo tolti le scarpe, scostando una tenda, e siamo quasi in collo alla teacher, trentenne in sari giallo con la tipica espressione che tutti gli insegnanti hanno, a meta’ tra l’arcigno e l’angelico, e ci sembra di entrare in un mondo sospeso nel tempo e nello spazio.
Dodici paia di occhi enormi, sgranati, ci guardano, anzi, ci osservano, e ci riservano un’accoglienza degna di un preside di liceo. Sono splendidi, maschi e femmine,tra i cinque e i dieci anni, tutti in piedi accanto alle loro sedie, tutti tirati a lucido, tutti ansiosi di presentarsi, con una litania che comprende nome, cognome, nome dei genitori, dei nonni, posto da cui vengono, posto in cui abitano. Qualcuno canta anche una filastrocca stile “whisky il ragnetto”, completa di gesti e mimica.
Siamo quasi imbarazzati, e commossi senza il quasi.
Passiamo ore a parlare con i bimbi, con la maestra, con la mamma di una bambina che e’ venuta a prenderla prima, ore che volano, tra un’incomprensione e una risata, poi tutti ci rilassiamo, scattiamo qualche foto, ma abbiamo una sorta di pudore anche a fare questo semplice gesto, e promettiamo di tornare a Novembre con un sostanzioso pacco di cancelleria e con una bella offerta che ogni partecipante farà a Isla Ng Bata per far si che questo splendido progetto vada avanti.
A novembre arriveremo, tutti in moto, e sarà bellissimo, inizieremo il viaggio con i cuori pieni degli occhi di questi bambini, e la strada ci sembrerà meno lunga, e le buche meno infide, e il traffico meno caotico, e le città più belle.
Getteremo una sola goccia nel mare, ma sarà una goccia grande.












